Lo streewear è proprio uno stile di abbigliamento informale e giovanile, tipico dei ragazzi che praticano rap, skate e break dance.
Nel corso degli anni lo streetwear ha subito molte influenze da parte di mondi e culture diverse fra loro, e maggiore influenza l’ha avuta il mondo dei graffiti, soprattutto quello hip-hop, e ad oggi, l’associazione hip-hop-streetwear, è quella maggiormente diffusa. A definirlo sono i Run DMC: tute in acetato con strisce laterali, T-shirt a tinta unita, cappelli di feltro, collane d’oro con grandi ciondoli e sneakers; esattamente gli abiti indossati nel Bronx.
Shawn Stussy e lo streetswear
Uno dei primi brand streetwear, ancora oggi molto diffuso, è Stussy, fondato da Shawn Stussy nei primi anni 80 ed è considerato come il primo brand streetwear in quanto fu uno dei primi ad esprimere la passione verso questa subculture. Shawn Stussy nasce nel 1954 e inizia il suo percorso nei primi anni ’80 a Laguna Beach, in California, producendo tavole da surf e T-shirt con il so cognome stampato. Nel 1984 nasce il logo e successivamente il primo negozio neworkese, aperto insieme a James Jebbia, futuro fondatore di Supreme. Il caso di Stussy è interessante poiché riuscì a commercializzare uno stile di vita e questo fa di lui l’iniziatore del movimento streetwear.
L’idea di Stussy ha segnato un cambiamento epocale nel mondo della moda, il suo brand, in pochissimo tempo, si è diffuso in tutto il mondo, guadagnando milioni e dando vita ad un fenomeno mondiale, ad un credo. Tutto questo ha portato alla nascita di altri brand che hanno segnato la storia di questa cultura; brand come Supreme o Adidas e Nike, i quali producono capi sportivi ma non da usare esclusivamente per lo sport. Un esempio furono le sneakers, la scarpa da ginnastica diventata qualcosa di quotidiano, qualcosa da indossare non solo per l’attività sportiva; diventano così un elemento fondamentale nell’abbigliamento street.

